| T O P I C R E V I E W |
| onechaos |
Posted - 04 Jan 2008 : 20:52:35 so che è in elaborazione una proposta di legge che prevede di parificare la legislazione italiana in merito al tuning con quella europea e in particolare tedesca (visto che buona parte delle aziende sono italiane e il mercato tira...). inizialmente stava nella finanziaria ma un emerito *grazie* di centrodestra ha presentanto l'emendamento per toglierla da lì... qualcuno sa meglio in cosa consiste e che fine ha fatto? o almeno qualcuno sa più precisamente cosa prevede quella tedesca (quali parti sono omologabili, come ecc) che dovrebbe esser presa a modello? |
| 1 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| Marco83 |
Posted - 04 Jan 2008 : 22:52:39 Se quella a cui ti riferisci era la proposta contenuta nel decreto Bersani posso dirti che è morta e sepolta    !!! Comunque non prevedeva esattamente un meccanismo analogo a quello tedesco (magari !).
In Germania la presenza del TUV, che è un ente privato abilitato a rilasciare certificazioni, fa si che sia lecita l'installazione di qualunque componente da questo certificato in base a criteri di qualità, affidabilità, sicurezza ecc...
La proposta inclusa nel decreto Bersani, invece, si limitava a consentire l'installazione di determinati componenti (verosimilmente da elencarsi tassativamente tramite un futuro decreto ministeriale) senza la necessità di ottenere alcun nulla-osta.
Si è vociferato in merito alla possibilità di evitare l'obbligo del "passaggio" in motorizzazione, ma di fatto si è trattato di un semplice slogan elettorale, visto che il disegno faceva riferimento al problema del nulla osta.
Era inoltre prevista la necessità di istituire un ente simile al TUV al fine della certificazione...su questo però è bene sottolineare due aspetti:
-il primo è che trattandosi di enti privati, sarebbe stata "complessa" l'istituzione visti gli evidenti interessi economici in gioco (a buon intenditor...);
- inoltre, visto quanto previsto dalla normativa comunitaria a livello generale (leggasi mutuo riconoscimento dei titoli e delle attestazioni), non c'è dubbio che un componente prodotto da una certa impresa italiana già certificato dal TUV (cosa che fanno tutti i più noti produttori al fine di agevolare le esportazioni), non avrebbe richiesto nessuna ulteriore certificazione. |
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